ALIGHIERO BOETTI

BIOGRAFIA

1940
Alighiero Boetti nasce a Torino dove inizia fin da giovane ad interessarsi all’arte e alla letteratura. Autodidatta, l’artista si dedica a grandi disegni a china nera su cartone per poi passare dalla carta all’oggetto tridimensionale con materiali non pittorici.

1967
Boetti tiene la sua prima personale alla Galleria Stein di Torino dove presenta opere scultoree costruite per accostamenti elementari di materiali industriali. Partecipa subito dopo a tutte le collettive del gruppo Arte povera, di cui costituisce l’aspetto più concettuale per tornare alla Galleria Stein l’anno dopo con la sua seconda mostra personale.

1968
Realizza il fotomontaggio Gemelli che inaugura il tema del doppio, da ora sempre presente nel suo lavoro, e che lo spingerà a scindere la propria firma in “Alighiero e Boetti”. Lavora da un lato alla pura tautologia (Niente da vedere, niente da nascondere, 1968-69, una semplice vetrata montata su telaio), e dall’altro adotta pratiche basate sulla ripetizione reiterata del gesto, fra ossessione e meditazione zen, come in Cimento dell’armonia e dell’invenzione, dove ricalca pazientemente a matita le linee di una serie di fogli quadrettati. Questo uso “altro” del tempo, che da produttivo e diacronico diviene circolare e quasi rituale, lo spinge sia alla serie di lavori postali (dalle lettere inviate e poi raccolte in un ordine basato sulla permutazione dei francobolli ai telegrammi che scandiscono il passare dei giorni), sia alla volontà di classificazione attestata nel libro-elenco dei fiumi più lunghi del mondo, realizzato con Anne-Marie Sauzeau dal 1970 al 1977.

1971
Iniziano i suoi viaggi in Afghanistan, che diventa una sorta di seconda patria, e dove Boetti soggiorna due volte all’anno fino al 1979. Qui iniziano i lavori a ricamo, realizzati su suo disegno da artigiani locali dando vita a quello che sarà uno dei cicli più importanti nell’opera dell’artista, e dell’arte di quel tempo. Appassionato da anni alle bandiere nazionali mutevoli quanto la storia l’artista si dedica a ricami coloratissimi che ci restituiscono la mappa politica dei continenti dove ogni nazione è rappresentata dalla propria bandiera.

1972- 1973
Inizia Mettere al mondo il mondo, il ciclo di lavori eseguiti a biro, e Ordine e Disordine, i piccoli arazzi quadrati. Sono ambedue lavori ricorrenti in Boetti, che muteranno titolo ma non tecnica, e ambedue riguardano il linguaggio, la trascrizione da un protocollo all’altro e perciò la comunicabilità. Inizia anche i lavori su carta dedicati alle progressioni aritmetiche, come Storia naturale della moltiplicazione, Da mille a mille o Alternando da uno a cento e viceversa, opere in cui riprende la carta quadrettata abbandonata dopo il 1969.

1980
Nella prima metà degli anni Ottanta realizza un nuovo ciclo di arazzi di grandi dimensioni, denominati Tutto, dove appare un grande numero di immagini in silhouette che coprono completamente la superficie.

1993
Dà vita ad una grande opera collettiva, che coinvolge gli studenti di tutte le accademie d’arte francesi, ai quali è richiesto di realizzare i disegni di Alternando da uno a cento e viceversa, poi realizzati in arazzo da venti artigiani afgani ed esposti nel 1993 al Magagni di Grenoble. Nel febbraio dello stesso anno Boetti tiene la sua ultima personale in Italia nella sede torinese della Galleria Stein.
Sempre nel 1993 realizza invece un ironico autoritratto in forma di statua in bronzo perfettamente realistica, che lo ritrae nell’atto di innaffiarsi la testa con un getto d’acqua. L’opera diventa un’involontaria immagine di commiato, perché Alighiero Boetti muore il 24 Aprile 1994 a Roma.

     
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